Il miliardo di GAIA: “nu miliard’, u anema’ ro’ Priatorio!”

Il satellite GAIA (Global Astrometric Interferometer for Astrophysics) è il meglio che si può avere (lo state of the art in inglese) nello studio della nostra Galassia! Il satellite, progettato dall’ESA, contiene 2 telescopi e altri strumenti di analisi, e svolge una missione astrometrica (per astrometria si intende lo studio delle posizioni degli astri nel cielo). Quindi, lo scopo principale della missione è la misura delle posizioni di una miriade di stelle nella Via Lattea. GAIA misura anche i moti propri (i moti propri sono i moti apparenti delle stelle sulla volta celeste) di queste stelle e la loro distanza e per un numero minore di stelle sarà in grado anche di misurare le velocità radiali (che ci dicono quanto velocemente queste stelle si allontanano o si avvicinano). La conoscenza così dettagliata di così tante stelle e del loro moto potrà permettere lo studio, come mai prima d’ora, della formazione e dell’evoluzione della nostra Galassia, determinando vincoli sul contenuto di materia oscura.
 

Nella figura allegata vengono elencati i numeri relativi al secondo “rilascio” (“release”) di dati di GAIA. Questo nuovo set di dati, che verrà rilasciato alla comunità il prossimo 25 aprile, conterrà, ad esempio, posizioni e luminosità per circa 1.7 miliardi di stelle, e distanze e moti propri per circa 1.3 miliardi.

Ricordate quando, in “Così parlò Bellavista” (il film di Luciano De Crescenzo), il Cavaliere si desta nel momento in cui si nomina il milione di lire? Non possiamo che emularlo ed esclamare “nu miliard’, u anema’ ro’ Priatorio!”.

ESA_gaiaPer quantificare lo stupore e per renderci conto di questi numeri, nel miglior cielo possibile (con le migliori condizioni atmosferiche, nel miglior sito sul pianeta, con inquinamento luminoso nullo, ecc.), ad occhio nudo (e cioè senza alcun telescopio), l’uomo può vedere circa 9000 stelle (in entrambi gli emisferi). Nella nostra Galassia esistono circa 100 miliardi di stelle. GAIA misurerà distanze e moti propri per più di un miliardo di stelle, e quindi circa l’1% di tutte le stelle presenti. Se si considera che ci sono regioni della nostra Galassia irraggiungibili anche da GAIA e che non potranno mai essere osservate (e cioè buona parte del disco, per effetto dell’effetto oscurante della polvere, oppure quelle regioni che si trovano dall’altro lato del centro galattico) si capisce come questo miliardo di stelle rappresenti una percentuale ancora più rilevante.

Il miliardo di GAIA: “nu miliard’, u anema’ ro’ Priatorio!”

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